August 29, 2011

Liturgia Papale i Riti d'Interregno (ricerca di Fabio Cavallo)




Una breve introduzione

La scomparsa della Messa papale solenne, caratterizzata da uno sfarzoso cerimoniale, misto fra liturgia ed etichetta cortigiana, è da attribuirsi principalmente all'avvento della Televisione che, a partire dagli anni Sessanta, sempre più frequentemente trasmetteva le celebrazioni pontificie. Nel secolo contrassegnato dalla disfatta delle grandi case reali europee, era anacronistico, per milioni di telespettatori sparsi nel mondo, vedere il vicario di Cristo e successore di Pietro entrare, nella Basilica vaticana, come un sovrano medievale tra squilli di trombe, con tanto di corona (1), portato sulla sedia gestatoria con i flabelli (2) e attorniato da cortigiani che indossavano abiti da cavalieri spagnoli. A tal proposito il cardinale Annibale Bugnini, principale artefice della riforma liturgica postconciliare affermava che “…certi usi medievali, portati fuori dell’ambiente romano a gente di altre religioni o non credente, danno luogo ad interpretazioni diverse e non sempre positive. Il Papa deve apparire a tutti come successore di Pietro, servo dei servi di Dio e non come un principe del medioevo.” (3). In effetti, la psicologia dell'uomo moderno non accettava più quel miscuglio tra vita cortigiana e rito religioso. Bisognava, inoltre, sfatare il concetto di Chiesa-regno ed evitare che lo sfarzo delle cerimonie vaticane nascondesse, in sostanza, l’inadeguatezza della Chiesa romana ad affrontare le problematiche della moderna società. Il progetto di riforma della “Cappella papale” fu iniziato dall’Ufficio delle celebrazioni pontificie nel febbraio 1965, sotto il pontificato di Paolo VI e si concretizzò gradualmente fino agli inizi degli anni 70. Scomparvero definitivamente alcune tradizionali figure tra cui gli assistenti al soglio che affollavano l’altare e il trono del Papa, il patriziato romano, i corpi armati e i dignitari della corte pontificia che partecipavano alle liturgie senza alcun compito, furono rinnovate e semplificate le sacre vesti e le suppellettili, rivisti il canto e la musica; in sintesi fu ricondotto l'intero canovaccio della celebrazione ad uno stile semplice ed austero o più precisamente alla "nobile semplicità" sancita dal Concilio Vaticano II. La riforma di tutto il cerimoniale romano comportò inevitabilmente, oltre la Messa, la revisione di molti riti che, di norma, segnano la vita pontificale del Papa, dai novendiali al conclave, dall'incoronazione ai Pontificali. E proprio su alcuni di essi, rimasti in vigore fino al Concilio, sarà incentrata questa ricerca che avrà l'esclusivo compito di descriverne gesti e cerimonie, evitando di sfociare negli aspetti dottrinali e teologici che ogni rito porta con sé. Si tratterà di una semplice esposizione cronologica dei principali momenti di alcune solenni celebrazioni che, fino a pochi decenni addietro, riecheggiavano sotto la cupola michelangiolesca.

I riti d'interregno: La morte del Pontefice e i novendiali

I riti d'interregno, indubbiamente, sono tra quelli che suscitano maggiore attenzione ed emozione in tutto il pianeta non solo per l’importanza che la persona del Pontefice riveste ovunque ma perché nel giro di poche settimane, suscitano nella Chiesa due sentimenti contrapposti: il lutto più profondo per la morte del Papa e la gioia più estrema a seguito dell'elezione del successore. Sostanzialmente la riforma liturgica non ha intaccato l'«Ordo exsequiarum Summis Pontificis», il complesso rituale funebre. Il decesso del Pontefice da inizio ai cosiddetti "novendiali", cioè a nove giorni di lutto solenne; inoltre, da quel momento, più di un terzo delle alte cariche vaticane vengono ad essere vacanti.

Pio XII in abiti non pontificali

Pio XII in abiti non pontificali.S'inizia con una serie di cerimonie, la prima delle quali è la solenne ricognizione del corpo e la constatazione dell'avvenuta morte. Il cardinale che ha il titolo di Camerlengo di S. R. C., oppure il decano del Sacro collegio, se tale carica non è stata assegnata, si reca processionalmente nella stanza del defunto, insieme ad un notaio e al maestro delle cerimonie. Il cardinale, entrando, si inginocchia e prega accanto alla salma; quindi solleva il velo bianco posto sul viso e annuncia solennemente :"Vere Papa N. mortus est". Dopo la recita dell'ufficio dei defunti e la benedizione con l'acqua santa, il prelato firma il rogito di constatazione della morte. Da quel momento, egli prende possesso dei palazzi vaticani apponendovi i sigilli alle stanze private dell'estinto di cui, dopo aver spezzato l'anello piscatorio, provvede alla conservazione delle spoglie terrene. Espletati questi riti, viene dato l'annuncio ferale alla Corte Pontificia, alla Curia Romana e all'intera Cristianità.

Lo stemma del Camerlengo,
durante la sede vacante

Lo stemma del Camerlengo, durante la sede vacante.Alquanto vistosi sono i segni esteriori che seguono tale avvenimento; le bandiere del Vaticano sono poste a mezz'asta e la porta bronzea dell'Arco delle Campane, che da accesso al piccolo stato, è semichiusa. I cardinali abbandonano le loro sontuose vesti di porpora e indossano, fino all'elezione del nuovo papa, la veste talare violacea, il rocchetto semplice sguarnito di ricami e pizzi e la mozzetta nera o violacea. Il "campanone" della basilica inizia il suono del "mortorio" al quale si aggiungeranno, ben presto, tutte le campane di Roma e del mondo intero. Anche lo stemma papale subisce alcune modifiche e le chiavi, segno dell’autorità del Pontefice, passano nell'arme del cardinale camerlengo che le pone accollate sopra lo scudo. Infatti sino alla elezione del nuovo papa è colui che deve amministrare la Chiesa. Con l'assistenza dell'archiatra, il medico personale del Papa, viene eseguita l'imbalsamazione del corpo per permetterne la conservazione durante i sei giorni di esposizione, mentre non è assolutamente consentita l'autopsia. La salma, vestita degli abiti non pontificali (4) dal momento del decesso fino al mezzogiorno seguente è esposta nelle stanze del palazzo apostolico per essere visitata dai familiari (5) e dai più intimi collaboratori del Papa.

Pio XII fotografato da Galeazzi Lisi,
pochi istanti dopo la morte

Pio XII fotografato da Galeazzi Lisi, pochi istanti dopo la morte.Dopo i fatti successi alla morte di Pio XII, una rigida regola vieta di fotografare il defunto pontefice se non vestito pontificalmente (6). La seconda esposizione si tiene nella Cappella sistina dove avvolto negli abiti pontificali di color rosso, (7) il corpo del Pontefice giace per tre giorni di fronte all'affresco del Giudizio. Nel “sacellum sixtini” si avvicendano, per le visite, i capi di stato e di governo di molti paesi, il collegio cardinalizio, il patriziato romano, consoli e ambasciatori accreditati presso la Santa Sede.

Pio XII in abiti pontificali sul catafalco in San Pietro

Ma il momento più emozionante è rappresentato dal pellegrinaggio di milioni di fedeli che, dal quarto giorno, si accalcano sul sagrato e nella navata della Basilica di San Pietro per vedere ancora una volta il Santo Padre. Pio XII in abiti pontificali sul catafalco in San Pietro.All’uopo, viene realizzato, di fronte all’altare della Confessione, un imponente catafalco con drappi di color rosso-violaceo, circondato da alti candelieri, (8) su cui è adagiato il corpo. Un manipolo di guardie svizzere e della guardia palatina (9) fa servizio d’onore intorno alla struttura.

Il catafalco circondato dai candelieri

Incessante è la preghiera per l’anima defunta che si eleva tra le volte della Basilica: i cardinali presenti in Roma, i canonici del capitolo di San Pietro e il coro si alternano nella recita dell’ufficio funebre e delle messe di requiem, sui vari altari del tempio. Il funerale solenne è celebrato il sesto giorno dal cardinale decano dell'ordine dei vescovi che presiede all'ufficio, alla Messa cantata (10) e ai riti di chiusura della salma nelle tre casse prescritte. Il catafalco circondato dai candelieri.Il feretro abbandona la Basilica, passando dalla porta della morte per essere tumulato nelle grotte vaticane, accanto alla tomba del principe degli Apostoli e degli altri pontefici. Per i restanti tre giorni, nella Basilica, continuano le messe in suffragio in attesa degli ultimi cardinali che, per varie ragioni, non hanno ancora raggiunto Roma.

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Note:

1. La tiara, o triregno, era il copricapo del Pontefice usato nelle funzioni extraliturgiche, in vigore fino al pontificato di Paolo VI. Le tre corone - forte allusione alla S. Trinità - significavano che il papa rappresentava le tre Chiese trionfante, militante e purgante, oppure il dominio sulle regioni del Cielo, della terra e degli Inferi, o ancora la triplice sovranità del capo della Chiesa, consistente nella sovranità spirituale sulle anime; regalità temporale sugli Stati romani; sovranità eminente su tutti i sovrani della terra.

2. I flabelli papali erano due ampi ventagli di piume di pavone maschio, muniti di asta, con cui si accompagnava il pontefice durante gli spostamenti con la sedia gestatoria.

3. A. Bugnini , "La riforma liturgica (1948-1975)" - Edizioni liturgiche, Roma.

4. Gli abiti non pontificali consistono, solitamente, nella veste talare bianca, il rocchetto (simile alla cotta che usano i sacerdoti ma più lungo e con le maniche strette fino ai polsi) e la mozzetta rossa guarnita di pelliccia d'ermellino.

5. Per familiari s'intendono coloro che sono insigniti da particolari onorificenze o che assistono alla vita privata del Papa. La famiglia pontificia si divide in ecclesiastica e laica. Fanno parte i Protonotari apostolici, i cappellani di S.S., i principi assistenti al soglio, i camerieri segreti di cappa e spada e molte altre figure. Alcuni sacerdoti di Casarano sono stati insigniti di tali cariche onorifiche: Mons. Salvatore Rizzello, per molti anni vicario generale della diocesi di Nardò, era protonotaro apostolico mentre i monsignori Raffaele Martina (+), Gaetano Filograna e Decio Merico sono cappellani di S.S. .

6. Il dottor Galeazzi Lisi, archiatra di Pio XII, durante gli ultimi giorni di malattia con una piccola "Leyca", aveva ripreso il papa pallido ed emaciato, accasciato sul lettino, la testa tra due cuscini, con la cannula dell'ossigeno alle narici e le palpebre abbassate. La stessa cosa fece al momento della morte fotografando la salma adagiata sul lettino e rivendendo i negativi ad un periodico francese.

7. Gli abiti pontificali che il Papa indossava, prima della riforma liturgica, erano 16: sulla veste talare, il rocchetto, l'amitto, il camice, il cingolo, il succintorio, il primo fanone, la stola, la falda, la tunicella, la dalmatica, la pianeta, il secondo fanone, i calzari e i sandali, le chiroteche e la mitra o la tiara. Il manipolo veniva indossato al "confiteor".

8. La riforma liturgica ha previsto che accanto alla salma di un defunto deve ardere soltanto il cero pasquale.

9. La guardia palatina, uno dei servizi di vigilanza vaticana insieme alla Guardia Svizzera e alla Gendarmeria pontificia, è stata soppressa nel 1970.

10. Il messale preconciliare prevedeva una messa "pro defuncto summo pontifice".