August 12, 2013

Enrico Dante - Formale



Chiamato anche razionale o pettorale, è una lamina di metallo, d'oro o d'argento, gemmata, della grandezza di una mano, che si porta sul petto dove si ferma ed affibia il piviale dei vescovi nella propria diocesi.

Molti autori lo vogliono derivare dal razionale del sommo sacerdote ebraico, il quale portava sul petto un ornamento chiamato appunto razionale con dodici diverse pietre preziose rappresentanti le dodici tribù d'Israele. Altri invece lo fanno derivare dalla parola di bassa latinità firmaculum, specie di fermaglio, fibbia che serviva per allacciare le vesti. Nulla è prescritto riguardo alla forma, così che gli orafi possono esercitare il loro talento nel cesellarvi sopra figure o simboli, intrecciarvi smalti e pietre preziose. Nei f. odierni è prevalso l'uso di rappresentarvi lo Spirito Santo sotto forma di colomba dalle ali spiegate: simbolo della sua assistenza al vescovo nel governo della diocesi: Il f. perché è esclusivo ornamento, come si è detto di vescovi nella loro diocesi, è dal cerimoniale dei vescovi vietato prete assistente, e ai vescovi non diocesani. Solo i cardinali vescovi suburbicari hanno il privilegio di portare il f. dappertutto, anche a Roma, sia che assistano al pontificale celebrato dal sommo pontefice; sia che essi stessi solennemente celebrino le funzioni liturgiche. Il loro f., secondo un uso molto antico, è costituito da una lamina di argento dorato sulla quale sono incastonate in linea perpendicolare tre nodi e pigne di perle. Anche il sommo pontefice usa il f. La più antica memoria di quello usato dai romani pontefici come ornamento liturgico l'abbiamo sotto Martino V, il quale se ne fece fare uno d'oro con figure su rilievo e gioie di grande valore da Lorenzo Ghiberti. Celebre tra gli altri f. papali quello che Benvenuto Cellini fece per ordine di Clemente VII. Rappresentava, come narra il Cancellieri, il Padre Eterno sedente, sopra un diamante di fondo di 136 grani sostenuto da vari angeletti e cherubini fra due zaffiri orientali di rara purezza e due balasci orientali con varie gioie. Di esso esiste solo una copia nella sacrestia pontificia, l'originale fu preso da Napoleone.

Al presente il papa ha tre f. diversi: uno di perle che usa quando porta la mitra a lama d'argento, ossia nei funerali e nelle domeniche di Avvento e Quaresima. (Da notare che le pigne di perle sanò disposte in triangolo). Il secondo, comune, che usa in tutte le funzioni, eccettuati i Vespri e le Messe pontificali, quando cioè il papa usa la mitra di lama d'oro; ed infine il prezioso che usa in tutte le funzioni più solenni e in tutti i Vespri e Messe pontificali, quando cioè mette la mitra preziosa. Questi due hanno la stessa forma: la lamina di forma ovale rappresenta lo Spirito Santo sotto forma di colomba raggiante, decorata di perle e di una guida di frondi di vite con grappoli d'uva, tra cui sono disposte in giro dodici pietre preziose: differiscono tra loro solo per la ricchezza e la varietà delle pietre.

Da notarsi infine il f. che si mette al piviale della statua di s. Pietro nella Basilica Vaticana il giorno della sua festa: è una lamina di argento dorato avente al centro una colomba dalle ali spiegate con raggi, rappresentanti lo Spirito Santo.


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Enciclopedia CattolicaV, Città del Vaticano, 1950, col. 1520 (cf. Vocabolario liturgico)